Conti correnti per professionisti e ditte individuali

Conto corrente professionisti e ditte individualiChi opera nel campo dell’impresa che sia come libero professionista, ditta individuale, o persona giuridica, sa bene quanto sia importante il rapporto con banche ed enti di credito.

Mentre le persone giuridiche hanno una gestione più complessa e devono attenersi a specifiche regolamentazioni nella tenuta di conti correnti (vedi conti correnti aziendali), per i liberi professionisti e le ditte individuali questo processo risulta essere più snello e lineare, senza particolari pretese dalle leggi.

Per ognuno di noi, anche il semplice privato, il conto corrente è la forma più agevole ed immediata di accesso alle banche. Nello svolgimento del proprio lavoro il rapporto con l’ente in questione sarà qualcosa da cui non si potrà prescindere.

Sono obbligato ad avere un conto corrente dedicato?

Se si parla strettamente di legge, la risposta è no. Nessuna legge al momento obbliga ad avere un conto proprio della ditta o dedicato alla partita IVA.

Con il Decreto Bersani (Decreto Legge del 4/7, 2006 n.223) si istituiva per le persone fisiche che svolgevano arti o professioni, l’obbligo di avere un conto corrente dove far confluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quale prelevare o effettuare direttamente le spese di esercizio. Tale conto corrente doveva essere separato da quello strettamente personale del titolare.

Lo stesso decreto dava l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali con sistemi telematici, ed ecco l’utilità del conto corrente intestato per l’attività, al fine di imposta e contributi, che per le persone detentrici di Partita Iva non è possibile fare in contanti dallo sportello, ma possono avvenire solo in forma telematica.

Nel 2008 però, viene abrogata la parte del decreto che prevedeva per forza un conto corrente esclusivo, anche se rimane l’obbligo di pagamento dei modelli F24 in via telematica, tramite conto corrente intestato al titolare della Partita Iva.

Nel 2020 è prevista una nuova legge di bilancio. Inizialmente si ipotizzava il ritorno all’obbligo di avere un conto corrente dedicato all’esercizio della propria attività, ma dagli ultimi aggiornamenti sembra che questa ipotesi sia tramontata a favore del lasciare libertà di decisione al titolare se servirsi solo del proprio conto personale o averne uno separato per la gestione lavorativa.

Garanzie della gestione separata

In qualunque caso è importante dire che una gestione separata tra il privato e il professionale abbia i suoi vantaggi. Vediamoli.

Migliore gestione delle finanze: si avrà chiaro il tenore di entrate ed uscite, senza dover fare una scrematura tra la parte personale e quella lavorativa. In questo modo, facilmente si potrà capire dove intervenire e dove tagliare spese superflue. Agevola eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate a cui interessa solo ciò che concerne l’attività.

C’è da dire che un conto corrente dedicato porta con se un costo in più, ma se magari un semplice professionista può anche farne a meno, una ditta, anche che sia individuale, ha bisogno di un conto corrente proprio, che gli permetterà di avere a disposizione alcuni servizi aggiuntivi molto utili nello svolgimento dell’attività.

Ad esempio la possibilità di avere un libretto degli assegni, compagno di pagamento nella gestione del proprio lavoro; F24 con servizio di pagamento online, permette di gestire in proprio queste attività, senza doversi affidare a terze persone come commercialisti e ragionieri per effettuare i versamenti; POS indispensabile e a volte obbligatorio per chi gestisce attività in cui si ha a che fare con il pubblico. Un ulteriore vantaggio può essere il godere di linee di credito, utili anche in momenti di stallo dell’attività in cui le spese continuano a susseguirsi.

Scegliere e aprire un conto corrente

Aprire un conto corrente business non prevede un percorso uguale a quello dell’apertura di un conto personale. Oltre ai documenti propri dell’intestatario della Partita Iva, la banca richiederà la documentazione fiscale della ditta, con attestazione di apertura della Partita Iva e iscrizione alla Camera di Commercio.

In ogni caso per professionisti e ditte individuali, esistono svariate soluzioni che prevedono anche delle agevolazioni a seconda della categoria di lavoratori e sconti di gestione, utili all’impresa per contenere i costi riguardanti i conti correnti. Nel seguito di questo articolo capirete che molti dei vantaggi derivano anche dalla scelta dell’apertura di conti solo online.

Occorre capire come orientarsi nel grande mare di offerte che ci vengono proposte.

Per prima cosa, vanno individuate le proprie necessità, valutare di quali servizi si ha bisogno nello svolgimento della propria attività.

Se si decide per una banca fisica è il caso di visitare quante più filiali possibili, valutando le offerte che ci vengono poste davanti, conoscere il personale con cui occorrerà collaborare per le nostre operazioni. Sembra scontato ma l’empatia e l’idea di potersi fidare della persona allo sportello, come di tutti gli impiegati è molto importante.

Confrontare le offerte sui conti online

L’esclusiva operatività in rete, non toglie nulla a livello di affidabilità e sicurezza, anzi questi sistemi ad oggi sono molto evoluti. Sarà forse una scelta difficile per chi è abituato alla classica idea di banca fisica, ma al giorno d’oggi a livello di costi esse offrono le soluzioni più vantaggiose.

Fare attenzione ai costi, in primis quello del canone mensile o annuo, poi quello per bonifici e prelievi, senza dimenticare i costi di movimento allo sportello. Molte banche offrono anche dei conti a costo zero, ma c’è da capire quanto poi essi assecondino i vostri bisogni.

La presenza di possibili promozioni per i nuovi correntisti. Molti enti per attirarvi studiano delle particolari forme di agevolazioni, legate all’età, all’attività svolta o semplicemente perché siete nuovi clienti.

Il centro di tutto è la preliminare valutazione della banca, questa è possibile farla grazie al rating, valutazione di affidabilità. È molto importante consultarlo soprattutto se si decide di collaborare con una banca estera, in quanto è possibile che essa sia affidabile, ma non lo sia altrettanto lo Stato di appartenenza, o addirittura non gli sia possibile operare con clienti italiani.

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