Imposta di bollo conti correnti

Imposta di bollo conti correntiL’imposta di bollo sui conti correnti è un’imposta introdotta ai tempi del governo Monti con il cosiddetto Decreto Salva Italia per ottenere maggiori entrate allo Stato che era in un periodo di importanti difficoltà economiche.

Come si calcola l’imposta di bollo

La tassa è dovuta in caso di giacenze medie su base trimestrale superiori ai cinquemila euro depositate su conto corrente postale o bancario ed è pari a euro 34,20 per le persone fisiche, detratti automaticamente dal saldo del conto e calcolati in base a rendiconti di libretti di risparmio, estratti conto ed ogni tipo di prodotti finanziari come, ad esempio, i buoni fruttiferi, nelle stesse modalità sopra descritte.

Conto corrente N26
L’imposta di bollo sul conto corrente, quando dovuta, ti verrà prelevata automaticamente dall’istituto bancario o postale, senza necessità di interventi personali da parte tua, in misura fissa a prescindere dal fatto che i titolari dei conti correnti siano delle persone fisiche o giuridiche.

L’imposta di bollo conto corrente, introdotta sin dal 2012, è stata soggetta a chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate con la circolare 15/E dove sono stati dettagliati i campi d’applicazione dell’imposta, l’ambito soggettivo ed oggettivo ed il versamento del bollo stesso.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito inoltre che la tassa si applica, come già accennato, sia su conti correnti, che su libretti di risparmio, prodotti finanziari e relative comunicazioni periodiche, in maniera direttamente proporzionale agli investimenti. L’imposta dl bollo non esime dal pagamento neppure i conti ed i rapporti tra fondazioni bancarie ed enti gestori.

Quando non si applica l’imposta di bollo sui conti correnti

Al contrario l’imposta di bollo sul conto corrente non viene applicata riguardo ai rapporti in essere tra gli enti gestori ed i Confidi (organismi a carattere associativo e senza scopi di lucro che riguardano le piccole e medie imprese che si uniscono sotto questo organismo per agevolare e semplificare i processi di accesso al credito finanziario), poiché questo organo non rientra nella definizione di clienti indicata dalla Banca d’Italia nel provvedimento del febbraio 2011.

Sebbene i Confidi siano esclusi dal pagamento del bollo in misura fissa non sono esenti dalla tassazione ordinaria applicabile su contratti, assegni e ricevute bancarie. In base allo stesso principio anche la Pubblica Amministrazione non rientra nella definizione di cliente e quindi risulta esente dall’imposta di bollo, tranne che in alcuni casi particolari.

Conti senza imposta di bollo

Dopo aver illustrato come si calcola l’imposta di bollo, c’è una buona notizia, vi sono alcune banche che non la addebitano al cliente ma se ne fanno carico, secondo una strategia di mercato e pubblicitaria adottata dalle stesse per favorire una sottoscrizione dei loro conti corrente in modo più consistente.

Queste azioni sono quindi messe in atto con lo scopo di superare la concorrenza e diversificare la propria offerta da parte di alcune banche, sollevando i propri clienti da questa imposta e facendosi preferire anche per questo, vista la maggiore convenienza sotto l’aspetto economico.

Vi è un preciso elenco delle banche che non imputano al cliente finale l’imposta di bollo relativa ai conti correnti, su questa pagina mostriamo i migliori istituti di credito che offrono conti senza imposta di bollo.

A seguito della ricerca e dell’individuazione dei conti correnti senza spese, senza canone e senza imposte di bollo, dovrai verificare quale tra quelli proposti risulta essere sia il più conveniente ed il migliore in termini pratici ed operativi in base alle tue esigenze specifiche.

Altre caratteristiche da considerare per individuare il giusto conto corrente senza spese sono sicuramente l’affidabilità dell’istituto bancario o postale (sebbene tutti quelli che operano in Italia sono considerabili solidi e sicuri, esistono comunque delle distinzioni tra essi), con particolare attenzione se il conto viene offerto da una banca estera sconosciuta o che opera esclusivamente online come spesso accade; per una migliore valutazione è bene verificare il rating di quello specifico istituto di credito che serve per valutarne la stabilità.

Conto corrente N26
Altre considerazioni degne di nota riguardano la qualità e la quantità dei servizi offerti con lo specifico tipo di conto corrente senza bollo individuato e la possibilità di gestione online mediante il servizio di home banking (attualmente proposto quasi da tutti gli istituti bancari e postali), valutando anche le app previste e le piattaforme per la gestione delle proprie operazioni a valere sul conto corrente via web.

Da non sottovalutare, specialmente quando si opera via web e senza l’ausilio di personale bancario è l’assistenza clienti che dovrà essere facilmente reperibile e con diverse modalità di contatto come ad esempio un numero verde gratuito contattabile anche da dispositivi di telefonia mobile (in caso di costi di chiamata si andrebbero a ridurre se non annullare i vantaggi relativi al risparmio dell’imposta di bollo).

Un orario di assistenza ampio e prolungato così da poter godere di supporto anche al di fuori degli orari di ufficio; ed i diversi canali di assistenza offerti così da poter contattare il supporto anche tramite la chat online sul sito della banca, i social network dell’istituto e l’e-mail.

La maggior parte dei conti correnti a zero spese presentano le funzioni principali ma possono presentare differenza nelle utilità secondarie, che possono essere discriminanti nella scelta del singolo cliente che, a fronte del risparmio dell’imposta di bollo, si potrebbe trovare a dover gestire un conto che non presenta le funzionalità desiderate ed una comoda operatività, influendo quindi negativamente riguardo al vantaggio ed alla convenienza di questa scelta.

Altri conti inoltre presentano un’offerta base molto scarna che richiede costi aggiuntivi per i servizi non inclusi e molto spesso essenziali come ad esempio la carta di credito, le carte di debito, le carte virtuali, oppure l’accesso a prestiti, fidi, etc e questo può rappresentare un grosso limite che può portare l’utente ad escludere quella tipologia di conto.

Chi usa il conto corrente anche come sistema di ‘investimento’ alternativo dovrà valutare e rapportare anche il risparmio dell’imposta rispetto al rendimento offerto dal conto stesso, anche comunque nell’attuale contesto economico i tassi offerti sono tutti molto bassi e vicini allo zero; si riesce a spuntare un tasso leggermente più vantaggioso se si sottoscrive un conto corrente online.

Non di rado le banche offrono anche delle promozioni per i nuovi clienti (con omaggi di prodotti di elettronica, buoni spesa, buoni benzina e simili, a fronte di bonifici di ammontare prestabilito) e dunque questo rappresenta un’altra variabile che dovrai considerare nella scelta di un conto corrente senza bollo a carico cliente.

Nei conti corrente senza bollo è bene annoverare quelli di ogni istituto bancario e postale con giacenza media sotto i cinquemila euro ed i cosiddetti Conti Base che hanno pieno diritto all’esonero di questo pagamento in quanto si tratta di conti correnti a zero spese pensati per coloro che possiedono un certificato ISEE con importo inferiore alla soglia annua prestabilita. Per aprire ed avere accesso a questo conto ed i relativi benefici è necessario presentare entro il giorno 31 maggio di ogni anno la propria attestazione ISEE.

Vedi anche conti correnti senza imposta di bollo.

Modalità di applicazione

L’importo dell’imposta di bollo riguardante i conti correnti, a differenza di quello relativo ai conti deposito, ti verrà addebitato automaticamente ed ammonta a 34,20 euro su base annua, ripartita trimestralmente in maniera proporzionale come previsto dall’articolo 13, comma 2–bis, della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972.

Il principio base considerato per l’applicazione della tassa sui conti corrente è quello della cassa così come accade anche per prodotti finanziari e depositi che prevedono la possibilità di prelievo da parte del titolare del conto.

L’effettivo calcolo della giacenza media periodica, sebbene nella maggior parte dei casi viene effettuato automaticamente dal servizio di home banking o richiedibile allo sportello, puoi effettuarlo in prima persona sommando tutti i saldi giornalieri del periodo interessato, dividendo per i giorni del trimestre considerato; in caso di conto intestato dovrai poi dividere questo risultato di giacenza media per la singola quota di detenzione.

Conto corrente IllimityBank
L’imposta di bollo sul conto corrente è dovuta ed applicata esclusivamente se la giacenza media sul conto in riferimento al trimestre oggetto d’interesse supera i cinquemila euro.

Il prelievo del bollo avviene dunque solo quando tale limite viene superato (non viene applicato se l’importo è esattamente pari a cinquemila euro) dalla banca o dalla posta in base ai calcoli relativi alla giacenza media dei rispettivi sistemi, in maniera del tutto automatizzata, sia per persone fisiche che per persone giuridiche in base ai medesimi principi.

Come accennato in precedenza, sebbene l’imposta di bollo sul conto corrente viene quantificata su base annua, va calcolata singolarmente per ogni trimestre. Di conseguenza ci potranno essere dei trimestri in cui il bollo non è dovuto per legge, ed altri in cui si sarà soggetti a tassazione poiché è stato sforato il limite massimo di giacenza media.

Dunque la tassa, quando sarà dovuta, ammonterà ad euro 8,55 per trimestre. Dunque non è così limitante riguardo all’opportunità di depositare sul conto corrente grosse somme ma bisognerà considerare il tempo di mantenimento delle stesse e l’influenza sulla giacenza media in generale.

Sia il calcolo del saldo medio che l’addebito imposta di bollo vengono considerati singolarmente per ogni rapporto intestato allo stesso titolare per ogni conto corrente detenuto, anche di altre banche.

Come esposto nelle precedenti righe, anche il conto corrente cointestato è soggetto ad imposta di bollo su base trimestrale, sebbene solo per un ammontare proporzionale alla quota detenuta nel conto stesso. Invece il bollo relativo ai conti deposito è ormai da diversi anni fissato al due per mille dell’ammontare investito, con un tetto massimo per le persone giuridiche di 14 mila euro.

Sempre mediante decreto Salva Italia sono stati previsti anche i casi di esenzione di questa tassa finanziaria; si è esenti dal bollo sul conto corrente sia, per gli estratti e libretti sotto la soglia massima prevista sia per quelli con saldo zero o in negativo, ma anche per coloro che presentino un ISEE sotto ai 7 mila e cinquecento euro ed i conti base ad essi destinati. Non sono soggetti alla tassazione in oggetto i conti di pagamento dei relativi istituti ed i conti IMEL emessi da istituti che gestiscono moneta elettronica e le carte di pagamento virtuali e non.

Altri casi di applicazione e riferimenti normativi

Per quanto riguarda i prodotti finanziari l’imposta di bollo viene calcolata in base al valore di mercato degli stessi oppure, in assenza di questa informazione, sul valore di rimborso o nominale dei prodotti al giorno 31 dicembre di ogni anno di imposta.

L’ammontare minimo e massimo dell’imposta da applicare viene calcolato annualmente in base al totale dei prodotti finanziari detenuti dal titolare del conto presso lo stesso ente gestore. Per il calcolo bollo costo depositi invece le banche e gli intermediari in generale, fanno riferimento all’intero anno d’imposta, calcolata in rapporto ai rendiconti periodici in caso di chiusura o apertura del conto nel corso dell’anno.

Per quanto riguarda il bollo relativamente ai conti delle polizze assicurative in essere la norma prevede che l’imposta venga addebitata direttamente alla compagnia di assicurazione. Nello specifico, il bollo relativo a comunicazioni periodiche di polizze appartenenti ai rami III e V dell’art. 2, d.lgs. 7/12/2005 n. 209 (che regola il codice delle assicurazioni private), che non prevede un rapporto di amministrazione nè di custodia, è dovuto in relazione ad ogni anno al momento del riscatto o del rimborso.

L’imposta di bollo che riguarda i conti deposito è stata introdotta insieme a quella per i conti correnti nel 2012, ma è stata poi soggetta ad incremento a partire dal primo gennaio 2014, passando da un’aliquota dell’ 0,15% a quella del 0,2% relativamente ai prodotti finanziari detenuti (inclusi dossier titoli, conti deposito, obbligazioni, azioni, certificati di deposito bancari e postali, etc).

Ricordiamo che sarai soggetto alla tassazione dell’imposta di bollo secondo le stesse regole e le stesse modalità anche se sei intestatario di uno o più conti correnti postali.

Imposta di bollo su conti aziendali

Per i conti correnti aziendali la normativa ha previsto le stesse identiche condizioni per la valutazione dell’imposizione dei bolli sul conto corrente dei privati. Il decreto Salva Italia ha stabilito che per le persone giuridiche l’imposta di bollo sarà pari a 100 euro in misura fissa a valere su estratto conto corrente, prodotti finanziari e relative comunicazioni periodiche e rendiconto del libretto di risparmio.

L’imposta indicata deve essere applicata per ogni singolo conto corrente che è soggetto alla tassazione come previsto dalla normativa, anche in caso di conto corrente aziendale cointestato.

L’imposta di bollo sul tuo conto corrente aziendale verrà addebitata, se dovuta, in modo del tutto automatico in base alla giacenza media del tuo conto calcolata su base trimestrale. Così come per i privati dunque si potranno alternare dei trimestri in cui si è soggetti a tassazione ed altri non soggetti. Anche l’addebito avviene su base trimestrale e proporzionale e pertanto sarà pari a 25 euro per ogni trimestre.

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Alcune banche in passato prevedevano il calcolo dell’imposta di bollo sul conto corrente su base e giacenza media annuale; la normativa in merito chiarisce che questo non è il corretto modus operandi e pertanto in questa eventualità si potrà fare opposizione a questo comportamento, se determina uno svantaggio economico al cliente.

L’imposta di bollo non è dovuta invece in presenza di conti correnti con saldo inferiore a 5000 euro o in rosso, quando si gode di un ‘conto base’ con ISEE inferiore a 7.500 euro e rientrante a pieno titolo nella categoria dei titolari esclusi dalla tassazione ed imposizione del bollo o quando il conto corrente è detenuto presso un istituto di pagamento o un ente IMEL che emette carte prepagate e moneta elettronica.

É inoltre possibile cercare e trovare dei conti correnti aziendali senza spese di bollo, o meglio con imposizione a carico della banca, previsti da istituti che desiderano attrarre un maggior numero di sottoscrizioni di conti corrente ed ampliamento della propria rete di clienti. É molto più frequente che i conti correnti senza spese siano offerti nella modalità online rispetto al classico sportello bancario; i primi inoltre offrono di solito un maggior numero di servizi ed assistenza immediata ai clienti, a costi solitamente più contenuti e spesso addirittura pari a zero.

In via generale la norma assimila i conti correnti aziendali intestati a persone giuridiche come la ditta individuale, singolarmente o in forma di associazione, a quelli intestati a privati e pertanto è prevista la stessa regolamentazione ed applicazione salvo indicazioni diverse espresse in modo chiaro nella normativa vigente prevista dal decreto Salva Italia voluto dalla Manovra Monti e vigente a partire dal 2012.

In generale l’imposta di bollo non influisce in maniera rilevante in quanto il suo ammontare è ridotto ed è facile evitarla distribuendo le somme su più conti per non sforare il limite di cinquemila euro; in ogni caso risulta essere tra le tassazioni più ‘antipatiche’ in quanto è vincolante per certi aspetti e richiede una certa attenzione da parte del titolare del conto.

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